In un’epoca che sembra ossessionata dal “nuovo” a tutti i costi, parlare di radici può sembrare fuori moda. Eppure, senza radici non c’è crescita, senza memoria non c’è futuro.
Forgia Italica nasce proprio da questa consapevolezza: il nostro compito non è cancellare ciò che siamo stati, ma trasformarlo in energia per ciò che vogliamo diventare. Le radici non sono catene che trattengono, sono fondamenta che sorreggono. Senza di esse, ogni edificio crolla al primo urto.
Non è nostalgia: non vogliamo rifugiarci nel ricordo di un passato idealizzato. È piuttosto la capacità di riconoscere ciò che ci ha formato, le esperienze e i valori che hanno dato senso alla nostra comunità. È dalla coscienza di questa eredità che può nascere la forza di immaginare il domani.
E non è neppure utopia: il futuro non si costruisce con promesse irrealizzabili o visioni evanescenti. Si costruisce con progetti concreti, con impegni chiari, con passi quotidiani che ci portano a trasformare le idee in realtà.
Radici e progetto: è questa la nostra doppia anima. Coltivare la memoria e, nello stesso tempo, forgiare visioni nuove. Portare nel dibattito pubblico ciò che è già stato, per comprenderlo e migliorarlo. Disegnare ciò che ancora non c’è, con coraggio e disciplina.
Ogni volta che apriamo un confronto, ricordiamo a noi stessi che il punto di partenza non è un foglio bianco: è una storia lunga, complessa, spesso contraddittoria, ma capace di insegnare. Ed è proprio da lì che nasce la nostra possibilità di guardare avanti con più lucidità.
Perché un’Italia senza radici rischia di diventare fragile.
Ma un’Italia che sa custodirle e rinnovarle può affrontare qualsiasi sfida.

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